Un vero e proprio concept album, non in inglese (oscuro ancora attualmente alla maggioranza dei fruitori musicali italiani), ma in "bellinese", la lingua di Bellino, piccolo e ironico comune della Valle Varaita (Cuneo), in Piemonte. L’inversione è totale e musicale, all’elettrificazione recente e di moda, vagamente etnica a contenitore generico, si sostituisce una formazione interamente acustica.
È una sfida per l’ascoltatore, il saper vincere la prima diffidenza e incomprensibilità per trovare i fiori più belli, le storie vere, composte a ricordo delle borgate, prive di falsi miti e leggende, in cui affiora la vita, bellissima, da raccontare.
Per capire occorre prestare orecchio e cuore ai testi, lunghissimi e straordinari, frutto della fantasia e della leggera ironia di Barbo Barnadin e Chezarin Levet (Cesare Felice Levet, 1850-1902 e Bernardo Emanuele Levet, 1892-1960) di borgata Pleyne a Bellino.
Il titolo ‘Scuzà-ou aquì, allude alle scuse contenute nelle canzoni, utili per ringraziare l’uditorio per la pazienza e l’ascolto, ma è anche la preghiera accorata del gruppo Trigomigo che, innamorato, ha osato toccare la tradizione (concetto multiplo e complesso), brani inediti usciti dagli archivi etnomusicologici modificandone parzialmente il colore e per questo chiede scusa, prendendo le distanze, ricordando la finalità principale del lavoro: diffondere musica e non creare nuovi scaffali da museo.
Trovate le versioni più adatte e rispettose delle fonti, il cantato è stato vestito degli arrangiamenti del gruppo, da intendersi assolutamente come personali, cuciti a filo sottile da imbastitura a trama musicale.
La scommessa è stata un lungo lavoro, ricerche accurate in Valle Varaita e il coinvolgimento di personaggi chiave della scena musicale, folk e culturale, musicisti come il mandolinista nizzardo Patrick Vaillant che ha arrangiato, suonato e cantato La chansoun nouvelo, aggiunto il suo mandolino a Vouai que rigoulado!, ricercatori locali come Jan Péire de Bousquier, Jean-Luc Bernard e molti altri ancora. Attente trascrizioni e comparazioni di archivi hanno portato alla pubblicazione di brani e materiale in gran parte inedito, per la prima volta dato alle stampe e contestualizzato.
Il lavoro è stato prodotto e pubblicato nell'agosto 2008 , con il contributo della Regione Piemonte, dall’etichetta piemontese Folkclub Ethnosuoni, che unisce la lunga esperienza del Folkclub di Torino alla realtà casalese della Ethnosuoni.
“Chiediamo scusa, non siamo antologici, ma un po' giovani e forse incoscienti, innamorati delle persone straordinarie che non abbiamo conosciuto, che cantavano con volto, cuore, anima e infinita ironia. ‘Scuzà-ou aquì!”
|